ARTE E GENTILEZZA: QUANDO IL COMPITO DELL’ARTISTA VA OLTRE IL MESSAGGIO
Qual è il compito dell’arte? L’artista è un messaggero consapevole? E come si intrecciano arte e gentilezza in quest’epoca fatta di tecnologia e aggressività?

 Il mondo non è stato creato una volta,

ma tutte le volte che è sopravvenuto un artista originale

(Marcel Proust)

Ernst H. Gombrich , affermava che “non esiste una cosa chiamata arte, ma esistono gli artisti e le loro opere.” E sono gli stessi artisti, uomini e donne immersi nel mondo e nella società, che creano, plasmano e danno vita a universi infiniti di parole, immagini, suoni. Creano, cioè, l’arte, quella “cosa” che altro non è che un modo di esprimersi e di guardare la realtà da un’altra prospettiva.

Infatti, era proprio Picasso ad ammettere che “l’arte scuote dall’anima la polvere accumulata nella vita di tutti i giorni.” Quasi a sottolineare la monotonia di una visione statica e sempre uguale e, di contro, l’enorme ricchezza di avere qualcosa da dire attraverso l’arte.

L’artista è un uomo immerso nella società e per questo la sua natura è votata a comunicare. Eppure, il compito dell’artista, spesso, va oltre il messaggio in senso stretto. Sì, perché, oltre ad esprimere sentimenti, pensieri e visioni del mondo, l’artista effettua una sorta di (meta)comunicazione che tocca anche l’estetica e il sublime. La creazione artistica in sé, quel genio dirompente che gli artisti posseggono, è una proiezione della personalità in relazione al mondo circostante. Quindi è il mondo visto dagli occhi dell’artista attraverso la sua arte. Moltiplichiamo questo per tutti gli artisti, per tutte le opere d’arte nel mondo e avremo ogni giorno, dinanzi ai nostri occhi, diversi mondi, diverse realtà, diverse prospettive.

Dunque, essendo così nobile e delicato il compito dell’artista, tanto da offrire la sua visione più intima molto spesso in relazione alle tematiche più importanti dell’esistenza umana, come può non associarsi anche a una vera e propria forma di gentilezza?

Arte e gentilezza

Essere gentili vuol dire essere nati con il privilegio della nobiltà, con il privilegio di appartenere a una certa gens, appunto.

E l’artista cos’altro è se non una persona che appartiene ad una naturale cerchia di gente dall’animo sensibile e spesso dai nobili intendimenti? Del resto, il processo della gentilezza inizia proprio quando si infrange quella linea divisoria tra noi e il mondo. Ecco che comunicarsi e farsi “scrutare”, regalare in qualche modo una parte di sé al prossimo (senza aspettarsi nulla in cambio), diventa un puro atto di gentilezza.

Essere gentili oggi rappresenta un atto rivoluzionario, nonostante le più note teorie che vogliono l’essere umano non naturalmente incline alla gentilezza.

Siamo in un epoca in cui, come letto oggi su facebook, i bambini si occupano di cambiamenti climatici e i politici di tassare le merendine.

Se quindi viviamo in un’epoca fatta di egoismo e arrivismo, le persone che, come gli artisti, praticano letteralmente la gentilezza, donandosi al mondo senza nulla a pretendere, sono mossi da un istinto egotico oppure c’è ancora una forma di speranza?

Su queste e altre considerazioni avremo modo di riflettere al prossimo evento della Community

Il 7 ottobre a Monza in occasione della

“Tavola Rotonda Tra Arti E Mestieri: Don’t Worry, Be Kind. La Gentilezza Come Nuova Utopia”

Per partecipare è possibile prenotare gratuitamente il proprio posto scrivendo compilando IL FORM

 

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