Quando la cultura educa lo sguardo: il valore del Premio Letterario “Guido Morselli” Rotary Distretto 2042
Il 26 giugno 2026, presso la Biblioteca Comunale “Paolo Borsellino” di Como
si è svolta la cerimonia conclusiva della prima edizione del Premio Letterario Rotary International Distretto 2042, dedicato al tema “Utopia, responsabilità, futuro dell’uomo” e ispirato alla figura di Guido Morselli.
Il Premio, promosso nell’ambito 
delle attività culturali del Distretto 2042, ha rappresentato un’occasione di riflessione sul valore della cultura come spazio di dialogo, responsabilità e crescita condivisa.
In questa prospettiva si inserisce anche la visione espressa dal Governatore Stefano Artese, che nel corso della cerimonia ha richiamato il valore della cultura come servizio alla persona e alla comunità, sottolineando come educare al pensiero, alla responsabilità e al dialogo rappresenti una delle forme più alte di impegno civile che il Rotary possa offrire alla società.
Particolarmente significativo, inoltre, il gesto con cui il Governatore ha consegnato al Past President del Rotary International Mark Daniel Maloney la mozione elaborata dal Distretto 2042 affinché la Cultura possa essere riconosciuta come Via d’Azione del Rotary. Un passaggio che conferma la volontà di attribuire alla cultura un ruolo sempre più importante come strumento di crescita della persona, di dialogo tra i popoli e di costruzione del bene comune.
Nel corso della cerimonia, Donatella Rampado è intervenuta in qualità di componente della Commissione giudicatrice, portando una riflessione sul lavoro svolto dai giurati e sul significato più profondo del Premio.
Sono arrivate centinaia di opere: un risultato importante, che conferma quanto il tema proposto abbia saputo generare partecipazione, pensiero e desiderio di confronto. Il lavoro della giuria è stato intenso e particolarmente impegnativo, non solo per il numero degli elaborati pervenuti, ma soprattutto per l’altissimo livello di molte opere candidate.
La scelta dei vincitori e dei riconoscimenti non è stata semplice. Proprio per questo, la valutazione si è svolta con grande attenzione, nel rispetto dei criteri definiti dal bando: coerenza con il tema, qualità espressiva, originalità, profondità del messaggio e capacità dell’opera di generare una riflessione autentica.
Nel suo intervento, Rampado ha sottolineato come la cultura non possa essere considerata soltanto bellezza, erudizione o esercizio estetico. La cultura, quando è autentica, educa lo sguardo. Ci obbliga a vedere ciò che spesso preferiremmo non vedere. Ci pone davanti alla complessità dell’essere umano, alle sue contraddizioni, alle sue paure, ma anche alla sua possibilità di scegliere la responsabilità.
A questo proposito, ha richiamato una fotografia storica di fortissimo impatto: un’immagine che, a un primo sguardo, sembra quasi restituire l’atmosfera di una fiera di paese. Si vedono persone sorridere, bambini giocare, una coppia abbracciarsi. Alcuni volti, però, appaiono turbati, altri spaventati, altri ancora segnati dalla rabbia. Un uomo alza la mano, come a indicare qualcosa.
Seguendo quel gesto e salendo con lo sguardo, l’immagine rivela l’orrore: due uomini afroamericani impiccati.
Una fotografia raccapricciante. Eppure, proprio nella sua durezza, capace di mostrare la forza della cultura: non consolare, non abbellire, non semplificare, ma rendere visibile ciò che la coscienza collettiva deve imparare a riconoscere.
La cultura diventa così un veicolo valoriale condiviso. Può trasformare la memoria in consapevolezza, la consapevolezza in responsabilità, la responsabilità in possibilità di pace.
In questa prospettiva, il Premio Letterario Rotary International Distretto 2042 ha rappresentato molto più di una competizione letteraria. È stato uno spazio di pensiero, di ascolto e di riconoscimento del valore della parola scritta come strumento capace di attraversare il presente e interrogare il futuro.
Perché la pace non nasce soltanto dai grandi accordi o dalle dichiarazioni solenni. Nasce anche dalla capacità di educare lo sguardo, di nominare l’ingiustizia, di riconoscere l’altro, di trasformare il dolore in memoria e la memoria in impegno.
E la cultura, quando è vissuta con profondità, resta una delle strade più alte per costruire questo cammino.


