Costruire ponti: un anno di servizio, cultura e pace

Si è svolta in un clima di partecipazione, gratitudine e sincera emozione la serata del passaggio di consegne del Rotary Club Varedo e del Seveso: un momento che ha rappresentato non soltanto la conclusione di un anno rotariano, ma anche l’occasione per ripercorrere un cammino fatto di incontri, progetti, servizio e relazioni.

Nel suo intervento conclusivo, la Presidente uscente ha ricordato il significato profondo del passaggio di consegne, definendolo non come un semplice gesto formale, ma come “il segno concreto di una continuità” che il Rotary promuove e valorizza. Un avvicendamento che, anno dopo anno, favorisce partecipazione, responsabilità condivisa e rinnovamento.

La serata si è aperta con il saluto alle istituzioni presenti, alle autorità rotariane, agli ospiti, alle socie e ai soci, ai rappresentanti dei Club amici e a tutti coloro che hanno scelto di condividere questo momento importante.

Prima del racconto dell’anno trascorso, sono stati consegnati due conferimenti di merito, espressione di gratitudine verso chi ha sostenuto concretamente il cammino del Club e i suoi progetti.

Costruire ponti: un anno di servizio, cultura e pace

Il primo riconoscimento ha voluto valorizzare un gesto di generosità e fiducia a favore del progetto We for Peace. Come è stato sottolineato durante la serata, “quando un’azienda decide di affiancare un progetto di servizio, non offre soltanto un contributo economico, ma dona fiducia, energia e possibilità concrete”.

Un pensiero che restituisce bene il senso più autentico della collaborazione tra mondo associativo, imprese e territorio: costruire insieme azioni capaci di trasformare un ideale in un percorso reale, condiviso e generativo.

Il secondo conferimento ha riguardato uno dei riconoscimenti più significativi del Rotary, la Paul Harris Fellow, attribuita a chi si distingue per impegno, servizio e dedizione ai valori rotariani. Il Club ha così espresso riconoscenza per un percorso di servizio svolto negli ultimi anni a favore dei Club dell’area Brianza 2 e del Distretto, con particolare attenzione alla capacità di favorire dialogo, collaborazione e iniziative comuni.

Questi due momenti hanno introdotto con naturalezza il cuore della serata: il racconto di un anno intenso, vissuto all’insegna del servizio, dell’amicizia rotariana e della volontà di costruire ponti.

Attraverso la proiezione del video “Un anno insieme”, sono stati ripercorsi alcuni dei momenti più significativi dell’anno: conviviali, iniziative culturali, incontri con relatori di rilievo, progetti di servizio e occasioni di confronto che hanno visto il Club protagonista nella vita del territorio.

A seguire, il video dedicato a We for Peace ha restituito l’energia e il significato di un progetto che ha rappresentato uno dei punti centrali dell’anno. Un percorso nato per parlare di pace non come parola astratta, ma come “impegno concreto, educativo, sociale e umano”.

We for Peace ha dimostrato che la pace diventa possibile quando smette di essere soltanto un ideale e diventa relazione, educazione, cultura, impresa responsabile e azione condivisa. È in questa alleanza tra rotariani, scuole, associazioni, artisti, aziende, educatori e volontari che un progetto trova la sua forza più autentica: trasformare un pensiero di pace in una comunità che agisce per costruirla.

La pace, in questa visione, non è qualcosa da evocare solo nei grandi discorsi, ma una responsabilità quotidiana: si costruisce nelle relazioni, nella cultura, nell’educazione, nella capacità di ascolto, nella prevenzione dei conflitti e nella scelta di generare collaborazione dove potrebbero prevalere distanza o indifferenza.

Rivedere le immagini dell’anno ha significato ripercorrere non solo eventi e momenti conviviali, ma volti, energie, relatori di valore, competenze e tante occasioni in cui il Club ha scelto di esserci.

È stato un anno di partecipazione e di impegno attivo: nelle conviviali, nei progetti di servizio, nelle iniziative culturali, nelle relazioni con il territorio e nella volontà di contribuire a una cultura della pace attraverso azioni concrete.

Nel suo discorso, la Presidente ha voluto rivolgere un ringraziamento corale a tutti coloro che, in modi diversi, hanno contribuito al cammino dell’anno: il Direttivo, le Commissioni, i soci, il Distretto, i Club dell’area Brianza 2 e i numerosi volontari che hanno messo a disposizione tempo, idee, energie e disponibilità.

Particolarmente significativo il richiamo al valore del servizio condiviso: “Il Rotary ci insegna che il servizio non è mai un gesto individuale isolato, ma nasce dalla capacità di lavorare insieme, mettendo a disposizione competenze, sensibilità e cuore”.

In queste parole si riconosce il senso più profondo di un’esperienza associativa che diventa comunità: non una somma di iniziative, ma un intreccio di persone, relazioni, responsabilità e visione.

La Presidente uscente ha espresso gratitudine per l’esperienza vissuta, sottolineando come la Presidenza sia stata una responsabilità importante, fatta di presenza, equilibrio, ascolto e pazienza, ma anche un’occasione preziosa di crescita personale e di conoscenza più profonda del Rotary.

“È stato certamente un impegno, ma mi ha restituito molto, perché mi ha permesso di vedere da vicino quanto valore possa nascere quando le persone scelgono di costruire qualcosa insieme.”

Con questo spirito, il testimone passa ora al nuovo Presidente, al quale sono stati rivolti i migliori auguri per l’anno rotariano che si apre, nella certezza che esperienza, impegno e spirito di servizio sapranno accompagnare il Club in una nuova fase del suo cammino.

La serata si è conclusa con un messaggio semplice e intenso: gratitudine per l’anno trascorso, gioia per quanto costruito insieme e fiducia nel futuro.

Un anno si chiude, dunque, non come una parentesi conclusa, ma come una traccia da custodire: un percorso di servizio, cultura e pace che continuerà a generare relazioni, responsabilità e nuove possibilità.

 

Vedi video un anno insieme
Se vuoi leggere il discorso di insediamento

Se vuoi saperne di più sulla prima edizione del progetto We for Peace